Governo del territorio e partecipazione dei cittadini
MOBILITARSI CONTRO LA VARIANTE 11 !
Il paesaggio ed il territorio sono un bene comune sul quale tutti abbiamo, individualmente e collettivamente, non solo un diritto passivo di fruizione, ma un attivo diritto dovere di protezione e difesa.
Da sempre due sono le forze che si contendono li paesaggio del territorio e dunque anche il diritto di parola su questi temi; da un lato i diritti collettivi che prendono il nome di “ interesse pubblico” dall’altro il diritto di proprietà ed impresa, che agisce in nome del profitto individuale. Il pubblico interesse di norma è lungimirante, il profitto privato di regola non lo è. Per chi sta dalla parte dell’interesse pubblico la conoscenza locale elaborata attraverso la diretta conoscenza dei luoghi, attraverso la continua interazione con l’ambiente ed il suo modificarsi, è una forza vitale della conservazione del territorio.Quando è in gioco la sorte di un orizzonte di vita in cui riconoscersi l’impegno dei cittadini di quel luogo è centrale. Solo loro possono sapere in che cosa e fino a che punto il loro paesaggio può sopportare modificazioni senza perdere la propria anima. Le amministrazioni comunali di San Mauro, da decenni, lavorano a favorire la “vocazione edilizia” del nostro territorio e le attività dei costruttori edili. Da questo punto di vista il vecchio Piano Regolatore è “esaurito”, non ha più spazi da destinare all’edificazione ed occorre rendere edificabili nuove aree. La Variante 11 risponde, in primo luogo, a questa esigenza. Al contrario la maggior parte dei sanmauresi è convinta che continuare a puntare sul “mattone” con il ritmo che abbiamo seguito e stiamo impostando per i prossimi anni sia insensato.Noi vogliamo dare forza e visibilità a questo modo di pensare e vedere il nostro territorioL’ incremento di oltre il 50% dell popolazione dell’Oltre Po, proposto dalla Variante 11, è, per qualsiasi persona di buon senso, una mostruosità e tutti devono poter rendersi conto degli effetti del provvedimento. Purtroppo per ora la opposizione a questo provvedimento è stata debole e poco incisiva. Così non sarebbe se l’apatia di molti cittadini non fosse alimentata dalla confusione, voluta, dei linguaggi tecnici, delle norme, delle presentazioni illeggibili . Nel bailame di norme e regole e documenti quel che sfugge al cittadino, anche il più diligente, è, in ogni caso, troppo.Abbiamo il diritto a non avere tutte le conoscenze urbanistiche per valutare il “carico abitativo “ o le “ cubature complessive” di una variante e perciò deleghiamo a chi governa ,al Consiglio Comune, la gestione del territorio.Ma se la proposta che viene, come nel caso di questa variante, è un assurdità, abbiamo il diritto ed il dovere di chiederne conto ed ottenere sensibili modifiche al provvedimento.
