Un Carico urbanistico insostenibile
PER L'OLTRE PO UNA CARICO URBANISTICO INSOSTENIBILE!
Un vero TSUNAMI di CEMENTO si sta per abbattere sull'OLTREPO
5.000 nuovi residenti ( + 50%) e 1700 nuovi alloggi. Nessun progetto per: viabilità, servizi, scuole, già da adesso in situazione di forte criticità.
Nella relazione illustrativa al Documento Programmatico che ha preceduto questa Variante 11, si dice giustamente, che il fiume “è l’elemento che più fortemente ha definito nel tempo la configurazione urbana di San Mauro. Il fiume divide di fatto la città in due porzioni di territorio fortemente differenziate”. Parole sante, come non essere d’accordo, ma questa differenziazione si è mantenuta nel tempo caratterizzando anche lo sviluppo urbanistico di San Mauro. L’Oltre Po, cresciuto disordinatamente, senza un nucleo storico consolidato che ne facesse luogo riconoscibile per storia e tradizione, senza un “ANIMA”, si potrebbe dire, ha avuto uno sviluppo tale da accogliere oggi quasi il 50% (47,5 per la precisione) dell’intera popolazione. In assenza di strumenti di governo del territorio, ha subito l’aggressione della speculazione immobiliare ed ha costretto le varie amministrazioni che si sono succedute, non già a frenare il fenomeno, ma bensì ad inseguirlo cercando di intervenire, sempre in ritardo, per limitare i danni. Tutto questo ha contribuito a strutturare un insediamento urbano, sempre più staccato dal centro storico, con esigenze di servizi dedicati: è come se fosse cresciuta una seconda città. In una zona già in sofferenza per carenza di servizi, forte criticità della situazione viaria, sviluppo urbanistico caotico (vedi Pra Granda) e con scarsissima attenzione ai luoghi di socializzazione per la pressoché totale assenza di strutture e spazi attrezzati per i giovani, piazze degne di questo nome, un insediamento, anche ben più piccolo di quello ipotizzato dalla Variante 11, non può che aggravare la situazione con riflessi negativi anche sul sociale e sulla qualità della vita dei cittadini. Entriamo un po’ più nel dettaglio degli interventi previsti e di quanto verrà costruito, affinchè i cittadini possano farsi un ‘idea di quanto previsto dalla Variante 11. La Variante 11 è caratterizzata dai due comparti di “ Trasformazione” e di “Riconversione”, che prevedono un nuovo insediamento di 3.520 persone. Sono già un bel numero che porterebbe la popolazione dell’oltre Po a 12.670 abitanti, ma purtroppo le cose non stanno così. Adottando lo stesso metodo di calcolo seguito dai tecnici del comune, e non potrebbe essere altrimenti, le nostre valutazioni sono ben diverse, e ci portano a prevedere un insediamento di nuove 4.600 persone. La differenza è conseguenza dei diversi indici di dotazione media per abitante usati per il calcolo. Fino ad oggi, l’indice usato, è sempre stato quello prescritto dall’art. 20 della legge regionale 56/77, vale a dire 75 mc/ab. Tale indice è stato usato per le varianti 5, 6, 10 per determinare il nuovo carico urbanistico partendo dal volume edificato.Con la Variante 11, stranamente, questo indice viene portato a 110 mc/ab. Se così fosse, la superficie media per alloggio si aggirerebbe sui 110 mq. Tale scelta alimenta il sospetto (è un nostro vizio) che si voglia aumentare l’indice con la sola finalità di arrivare ad una quantificazione contenuta del nuovo carico urbanistico. Dopo tutto la cosa importante per questa Amministrazione è mettere al sicuro le volumetrie, e poi,una volta adotta la variante, se la vedranno i costruttori cercando come sempre di trarre il maggior utile possibile dai volumi concessi, indipendentemente dai carichi urbanistici che ne seguiranno.
